I documenti per espatriare con un neonato. - Due nomadi e mezzo
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I documenti per espatriare con un neonato.

Disclamer: questo è un post luuunghissimo. E’ tratto dalla nostra esperienza diretta, ed è aggiornato a luglio 2018. Consigliamo, prima di lanciarsi nella BUREAUCRAZY , di verificare con l’ambasciata del paese di destinazione in Roma la lista dei documenti da predisporre per presentare domanda di VISA.

Se già siete al punto in cui vi domandate che documenti servono per espatriare con i vostri figli significa che avete già un progetto concreto tra le mani.

Bene!

Allora sappiate che vi servirà prima di tutto una buona dose di pazienza. Oppure un buono spacciatore. Mi dicono che in Italia ora è legale. 🙂

La buona notizia è che, con molta buona volontà e con molto tempo, si può scalare anche questa montagna.

Come già sapete, Filippo, o Mr. F per gli amici taiwanesi, è nato in Italia, e quindi è stato necessario registrare la sua posizione fiscale lì, e, solo dopo, applicare per VISA e residenza in Taiwan.

Diverso è se il bambino nasce all’estero, ma su questo, mi spiace, non posso aiutarvi.

Come primo step è necessario fare riferimento all’Ambasciata del paese di destinazione (con sede a Roma) per verificare la lista dei documenti da predisporre.

Poi, attivatevi con    L  A  R  G  O   anticipo per produrre:

1. La fototessera:

Fidatevi, fare una fototessera ad un bambino di 5 giorni non è cosa semplice, e probabilmente, visto il risultato, un giorno vostro figlio si vendicherà chiudendovi in una casa di riposo.

Ma fare la fototessera in modo corretto è il primo step per produrre tutti gli altri documenti.

CONSIGLIO DI:

  • rivolgersi ad un fotografo nei pressi della Questura di riferimento o vicino ad un Comune, perchè sarà sicuramente più esperto e aggiornato sulle normative, che cambiano molto frequentemente;
  • produrne tante, almeno una decina, in modo da riportare la stessa immagine su tutta la documentazione.

2. La carta di identità:

Così piccoli e già così esigenti! Dal 2012 i neonati viaggiano con un proprio documento di identità, che ha durata 3 anni e deve essere richiesto in Comune con la presenza di entrambi i genitori (salvo compilazione di una delega specifica da parte del genitore assente). Ma quì viene il bello! Per rendere il tutto più semplice, veloce, e, perchè no, salvare un pò di alberi, il Ministero dell’Interno ha deciso che la carta di identità doveva essere elettronica. Per questo, una cosa che  prima si otteneva in 10 minuti allo sportello del Comune, ora arriva via raccomandata dopo 10 giorni dalla richiesta. Ora la carta di identità si paga 22,21 euro, contro i precedenti 5,42.

GRAZIE MINISTERO!

Il problema sorge quando un Comune vi presenta una lista di attesa di TRE MESI per prendere appuntamento!

Ad esempio, sapendo che Filippo sarebbe nato in Marzo, in Gennaio ho iniziato a contattare l’Anagrafe, che ha fissato l’appuntamento per il 4 Aprile.

CONSIGLIO DI:

  • attaccarvi al telefono e tartassare di domande l’impiegato comunale per non avere sorprese, chiedendo cosa serve esattamente per predisporre il documento (numero di fototessere, requisiti della fototessera, documenti dei genitori, modulo di delega).
  • telefonare ad almeno due Comuni diversi per essere sicuri che le informazioni siano corrette;
  • mettersi in lista di attesa in caso si liberi un posto prima della data fissata;
  • recarvi in Comune con soldi contanti (per pagare la carta, non per corrompere il funzionario 🙂 ).

Per ottenere la CI del minore servono:

  • la fototessera;
  • la presenza di entrambi i genitori affichè sia valida per l’espatrio. In alternativa si può presentare un solo genitore munito di modello di delega (chiedetelo in Comune);
  • i documenti di identità validi di entrambi i genitori;
  • il codice fiscale del bambino e dei genitori;
  • 22 euro in contanti (il costo può variare da Comune a Comune, ma in media è di euro 22).

PROCEDURA D’URGENZA: esiste anche la possibilità di creare una carta di identità provvisoria e istantanea, ma solo nel caso in cui si possa dimostrare l’effettiva urgenza. Dovrebbe quindi esistere già un biglietto emesso a nome del bambino. Nel caso in cui doveste emigrare fuori UE sarebbe inutile, a mio avviso, dovendo poi applicare per il passaporto.

3. Il passaporto *se emigrate fuori UE*:

“Per il passaporto, ci vuol la carta,

Per far la carta, ci vuol la foto,

Per far la foto ci vuole il pupo.”

No, visti i tempi della burocrazia non si può iniziare a fare i documenti prima che il bambino sia nato, non barate! Ci abbiamo provato…

Per prenotare un appuntamento in Questura ci siamo collegati al portale già ad ottobre 2017 …

e niente! Ogni giorno trovavamo TUTTO OCCUPATO!

Così mi sono decisa a telefonare ad un’agenzia, di quelle che sbrigano le pratiche auto.

Nel nostro caso, la Questura di Vicenza non utilizzava più il portale. Dovevamo andare in loco fisicamente METTERCI IN CODA.

Facevano entrare 70 PERSONE AL GIORNO.

Ok, facile, sotto il sole estivo per ore con un bambino di pochi mesi…

Abbiamo così deciso di affidare la pratica all’agenzia stessa per la modica cifra di 250 euro, nella quale erano inclusi i costi di passaporto e tasse.

Anche il modulo di richiesta del passaporto deve essere firmato da entrambi i genitori, i quali devono fornire, inoltre, una copia di un documento valido e leggibile.

Per ottenere il passaporto del neonato servono:

  • due fototessere identiche;
  • la carta di identità del bambino;
  • il modulo di richiesta del passaporto firmato da entrambi i genitori;
  • i documenti di identità validi di entrambi i genitori;
  • un contributo amministrativo sotto forma di valore bollato di euro 73,50;
  • La ricevuta di pagamento con c/c di euro 42,50per il passaporto ordinario;
  • tutta la famiglia, il minore ed entrambi i genitori per la legalizzazione della foto.

CONSIGLIO DI:

  • premurarvi, se vi affidate all’agenzia, che la firma che APPONETE sul modulo di richiesta del passaporto sia uguale a quella della carta di identità, altrimenti la Questura vi potrebbe convocare per un controllo e annullare quindi il vantaggio di rivolgersi ad un ente terzo.

4. Il certificato di nascita

Beh, questa è la parte più semplice. Si richiede presso l’Anagrafe del Comune in cui è stato registrato il bambino, e deve indicare i dati di padre e madre.

CONSIGLIO DI:

  • richiedere la versione plurilingueLa versione plurilingue di un documento in Italia, tanto per cambiare, è una cosa ingarbugliatissima, e purtroppo è stata necessaria una lunga spiegazione all’ufficio immigrazione taiwanese.

Oltre a questi documenti basilari, a noi hanno richiesto anche il:

5. Il certificato medico

Taiwan richiede per ogni membro della famiglia un certificato medico, che attesta che non si è portatori di malattie contagiose, come malattie veneree, parassiti, tubercolosi, lebbra ecc.

Naturalmente i bambini sono esentati da ogni analisi invasiva, comprese le analisi del sangue. E’ sufficiente un esame della pelle e il libretto delle vaccinazioni.

Sappiate, comunque, che, anche se si tratterà di barrare soltanto una casella, il pediatra avrà questa reazione:

E’ capitato anche a noi quando abbiamo presentato i moduli in cinese e inglese, pur avendo provveduto molto diligentemente a tradurli in calce in italiano.

CONSIGLIO DI:

  • respirare a fondo e spiegare CON GENTILEZZA che potete lasciargli/le i documenti per esaminarli. E ripeto, con gentilezza, perchè voi AVETE BISOGNO di farvelo/a amico/a perchè vi serve la sua firma sul modulo. Poi, ottenuta la firma, potete mandarcelo/a;
  • offrirvi di tradurre i moduli in Italiano. O meglio, arrivate in ambulatorio già con i moduli tradotti;
  • informarvi in Ambasciata sulla presenza di eventuali clausole che risparmiano ai bambini di sottoporsi ad esami “invasivi”.

Noi partivamo insieme, ma se partite separatamente informatevi su eventuali deleghe da parte dell’altro genitore già in loco. 

Lo so, la trafila è lunga quasi quanto questo post, ma se volete una spalla su cui piangere siamo sempre qui a disposizione.

Per un supporto morale, scriveteci o commentate sotto!

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