Il Moon Festival - Due nomadi e mezzo
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Il Moon Festival

Questo non è un venerdì sera qualunque. Hanno inizio i festeggiamenti per il Moon Festival, che quest’anno avrà luogo ufficialmente lunedì 24. E noi siamo stati invitati fuori a cena.

La città è un ingorgo di traffico e luci, e dopo aver navigato a passo d’uomo per circa un’ora cercando di seguire delle indicazioni in cinese, scorgiamo l’insegna del ristorante.

Mangiamo fuori, in un ristorante costoso, ci avevano detto, che ha una magnifica vista. Deve essere questo.

Parcheggiamo, e chiamiamo la nostra immancabile amica, che ci indica di incamminarci verso il distributore.

Ma come, verso il distributore? Ci allontaniamo dai ristoranti con vista, e ci dirigiamo verso una strada buia.

Ma girato l’angolo, proprio dal retro del distributore, vediamo uscire un fumo denso e speziato, e altre persone che ci indicano di infilarci sotto un porticato rivestito di lamiera.

via @ giphy

Capiamo che non siamo arrivati in un ristorante, ma sul set di uno dei numerosissimi BBQ (=barbecue) organizzati in occasione del Moon Festival.

Facciamo un passo indietro…

Cos’è il Moon Festival

Il Moon Festival, conosciuto anche come Mid-Autumn Festival, è una festività comune a molti paesi asiatici, che cade tra settembre e ottobre, il 15° giorno dell’ 8° mese del calendario lunare.

Durante il Mid-Autumn festival, che coincide con l’equinozio d’autunno, tradizionalmente si celebrava il raccolto e si offrivano sacrifici alla Luna, massima nel suo splendore.

Molte sono le leggende legate al Moon Festival e tramandate attraverso i racconti, ma quella che più ci ha affascinati è la storia d’amore tra Houyi e Chang’e, che pare sia la rappresentazione della dicotomia dei princìpi di Ying e Yang.

La storia narra di un mitologico arciere, Houyi, che si innamorò di Chang’e, una bellissima fanciulla che lavorava nel castello dell’Imperatore di Giada.

L’amore tra i due destò le invidie degli altri immortali, che, calunniando Houyi, gli misero contro l’Imperatore.

Fu così che i due sposi dovettero abbandonare il Cielo e nascondersi sulla Terra, vivendo dei frutti della caccia.

A quell’epoca esistevano 10 soli, che un giorno decisero di splendere contemporaneamente sulla Terra, provocando arsura e ditruggendo i raccolti. L’imperatore della Cina ordinò quindi all’arciere di combattere e uccidere 9 dei 10 soli.

Il successo della missione fruttò a Houyi una pillola magica, che l’avrebbe reso nuovamente immortale e l’avrebbe riportato in Cielo.

Ma un giorno, mentre Houyi era a caccia, Chang’e inghiottì la pillola, e iniziò a volare verso l’alto. Quando si rese conto di quello che aveva fatto si fermò sulla Luna, e chiese al Coniglio Bianco, lo speziale degli dei, di fabbricare un’altra pillola per il marito. Si narra che Chang’e sia ancora sulla Luna, in attesa.

Houyi nel frattempo ha raggiunto il sole e solo una volta l’anno raggiunge Chang’e sulla Luna.

Ed è proprio per questo che una volta l’anno la Luna appare così bella.

Il Moon Festival oggi

Come succede a molte culture, la componente leggendaria sta purtroppo svanendo, ma non del tutto, transformando questa giornata in un’occasione per incontrarsi, guardare la Luna e soprattutto … mangiare.

Mangiare in uno dei numerosissimi BBQ che vengono allestiti ovunque, anche lungo le strade.

E qui ritorniamo a noi, e al nostro arrivo al porticato fumoso.

Riusciamo a malapena a vedere davanti a noi, ma facendoci strada scorgiamo la solita compagnia che ormai frequentiamo spesso. Per la maggior parte non parlano inglese, ma ci affidiamo alle traduzioni di Helen, e per il resto ci capiamo a motti.

Sotto il porticato sono disposti tavoli rotondi di legno e sedie di plastica. Al centro dei tavoli un braciere sul quale cuociono insieme gamberi, ostriche, carni e bambù.

Moon Festival BBQ

Veniamo invitati a sederci ad un tavolo e, tra una chiacchiera e l’altra, tutti fanno a gara per farci assaggiare quanti più cibi possibile. E spesso mentendo spudoratamente sul contenuto degli stessi.

Come spesso succede il “ristorante” fornisce le materie prime ancora crude, e ci pensano i commensali a cucinare.

Alcuni cibi ci hanno stupiti, come il riso cotto nella canna di bambù insieme al taro, un tubero di colore viola che nei paesi asiatici è onnipresente.

Altri non li abbiamo neppure decifrati. Altri ancora li abbiamo proprio bannati.

Al fumo della griglia si uniscono le note nostalgiche di canzoni neomelodiche cinesi cantate da qualche giovanotto che per 10 NTD (New Taiwan Dollars) investe nel suo momento di gloria.

via @giphy

Ci scappa pure una proposta di matrimonio, che neanche Fedez all’Arena di Verona!

Naturalmente anche questa volta siamo passati inosservati, e il nostro tavolo è stato ribattezzato “il tavolo degli stranieri”.

Ma su una cosa avevano ragione. C’era una vista mozzafiato.

Post scrittum: una tradizione legata al Moon Festival è sbucciare un pomelo (un grosso agrume) mantenendone integra la buccia in modo da creare un caschetto per i bambini. Durante la cena abbiamo ricevuto in dotazione il nostro pomelo e non potevamo che cimentarci in questa nuova impresa. Il risultato è spettacolare!

Post post scrittum: dai fuochi d’artificio e dal vociare in strada ci stiamo perdendo ancora qualcosa… AHRRR

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